Che cosa è successo davvero a Petra?
Il 28 maggio 2026 Francis Mercier ha tenuto un set lungo, dal tramonto alla notte, dentro il parco archeologico di Petra, nel sud della Giordania, insieme al cantante AVO. La serata portava la firma di Recovery Sessions, lo stesso promoter dietro la sua data giordana sold out del 2025 e una sessione sul mar Morto. Il set si è svolto alla Piccola Petra, il sito nabateo poco più a nord del canyon principale, con ingresso riservato ai maggiori di 19 anni e tavoli VIP a prezzo da grande occasione.
L'idea si vendeva da sola: una città scavata nell'arenaria rosa quasi duemila anni fa, usata come scenografia per l'afro house. Nato ad Haiti e cresciuto a New York, Mercier punta sulle percussioni, sui cori e su quelle che lui chiama frequenze spirituali. Stagliato contro la roccia nabatea, è esattamente il tipo di immagine che corre sullo schermo di un telefono.
Era un evento ufficiale e autorizzato?
Sì. Era una serata a biglietto, organizzata da un promoter dentro un'area patrimoniale regolamentata e venduta tramite le piattaforme giordane, non un rave abusivo sfuggito alla sicurezza. La sfumatura conta per un sito UNESCO: l'accesso a Petra è controllato, e un evento notturno a pagamento di questa portata si mette in piedi con la collaborazione del sito, non contro di esso.
Una meraviglia di 2.000 anni è ormai un palco, e chi possiede quel palco ha capito che rende.
Quello che gli annunci non danno è una capienza verificata. Recovery parla di una richiesta enorme e di un'edizione 2025 esaurita, quindi la parola «migliaia» è plausibile, ma nessun organizzatore ha pubblicato una capienza certificata, e non la inventeremo.
Perché un sito protetto dice sì a un rave?
Perché lo spettacolo è diventato una voce di ricavo. Petra è il motore del turismo giordano, e un set notturno sotto la pietra nabatea illuminata vale una pubblicità che nessun budget normale può comprare. Per Mercier si inserisce in un 2026 più ampio: Deep Root Records, il suo progetto dal vivo Soley e una residency del lunedì all'Hi Ibiza. Le meraviglie antiche sono diventate immobili da festival di fascia alta, dalle piramidi a Petra, e l'afro house, pensata per i grandi spazi aperti e per l'euforia che sale piano, è il genere che ci si adatta meglio.



