Philipp Jung è morto a maggio 2026, a 55 anni. Non è stata fornita una causa. Sabato 6 giugno, la scena cresciuta con i suoi dischi si è riunita per «A Night for Philipp Jung», un tributo con una parte degli incassi destinata alla sua famiglia. C'è una cosa che vale la pena dire a voce alta: per un tratto degli anni 2000, l'etichetta che ha costruito ha deciso come doveva sentirsi una certa house.
Cosa ha fatto davvero Get Physical?
Jung ha cofondato Get Physical Music nel 2002 con il suo socio nei M.A.N.D.Y, Patrick Bodmer, DJ T. e il duo Booka Shade. La house che spingeva era calda, fisica, costruita come una canzone: musica con un corpo e un ritornello, non solo un groove. Ha funzionato. Nel 2005 l'etichetta si è presa l'Etichetta dell'anno di DJ Mag, trascinata da «Body Language», il brano dei M.A.N.D.Y vs Booka Shade diventato uno degli inni da pista decisivi della sua epoca. I M.A.N.D.Y, il duo di Jung con Bodmer nato lo stesso anno, hanno regalato alla scena anche «Tonite».
Produttore o curatore?
Entrambi, ma è il lavoro di curatela quello che si sottovaluta. La serie di compilation «Body Language» dell'etichetta ha messo i primi Dixon, Matthew Dear e Modeselektor davanti a una sala molto più grande. Get Physical ha sostenuto Audiofly, Damian Lazarus e John Tejada. Jung ha fondato anche le etichette gemelle Kindisch e Metaphysical. Era A&R e curatore tanto quanto uomo dietro un mixer, ed è una cosa più rara e più difficile da fare bene.
Dopo 25 anni a fare questo, sento onestamente di aver solo scalfito la superficie.
Lo ha scritto ad aprile 2026. Un mese prima, a marzo, aveva ideato «Rewind Forward Vol. 1», uno sguardo sulla storia dell'etichetta. Riletta oggi, la frase pesa in modo diverso, ma suona anche esattamente come qualcuno che non ha mai smesso di essere, prima di tutto, un appassionato.



