Da una cameretta a "esplosiva"

Dirtybird è nata nella cameretta di Claude VonStroke; la sua stessa terza uscita, "Deep Throat", sfondò in Europa intorno al 2005, e per un periodo lui volava di là "un weekend sì e uno no" mentre a casa organizzava feste gratuite nei parchi. Dopo il trasferimento a LA intorno al 2012 "ho preso la decisione consapevole di smettere di andare in Europa e di provare a rendere Dirtybird la più grande etichetta house americana". Ha funzionato, forse fin troppo. "Siamo passati da circa quattro-otto uscite l'anno a tipo 32", più quattro drop di abbigliamento l'anno e il festival Dirtybird Campout, tutto autofinanziato: "Io e mia moglie anticipavamo tutte le finanze… non c'è nessun colosso finanziario dietro di noi".

Le hit che lo hanno messo all'angolo

Poi l'house è diventata commerciale, e Dirtybird stava proprio al centro. Diede in licenza "Jack" di Breach ad Atlantic ("con l'approvazione di Breach") e la vide diventare "un successo internazionale enorme". Una demo di Fisher che "non suonavo nemmeno davvero" finché Justin Martin non insistette esplose; arrivò anche "Okay" di Shiba San. "Quello è stato davvero il momento in cui ho capito che Dirtybird non sarebbe più potuta essere un'etichetta super underground di nicchia, strana, divertente e bizzarra". Era "ormai solo un CEO… che fa una traccia all'anno", e non voleva la strada che aveva davanti: "Non volevo andare a mettere sotto contratto il prossimo John Summit". Non riusciva a far cambiare idea ai fan: "volevano solo più Fisher… volevano Dom Dolla su Dirtybird".

La vendita a EMPIRE, e il ritorno allo strano

Provò con una white-label con Justin Jay e "tracce super strane e contorte", ma "non c'era modo di far invertire la rotta a questa nave". Così la cedette: vendette Dirtybird a EMPIRE, ringraziando Ghazi e Moody per l'accordo, con il label manager Darren che continua a gestirla lì, in un'operazione che "ha aiutato la nostra famiglia in modo incredibile". Ora è tornato all'house "funky, unta e da after-hours" sulla sua nuova etichetta, Wrong Number Records (album "Wrong Number", uscito il 22 maggio), con la voglia di "suonare tipo un after-hours tedesco dalle 4 alle 7 del mattino ed essere semplicemente strano… non sto cercando di essere l'headliner di Coachella". Il suo verdetto: "È la peggiore decisione di business, ma è la migliore decisione di vita per me".

Nei commenti del video, John Summit in persona ha risposto: "importantissimo raccontare questa storia, è vera storia della musica house".