Dirk Ulrich aveva venduto Brainworx e Plugin Alliance a Native Instruments nel 2021, allontanandosi gradualmente dall'azienda nei tre anni successivi: prima un posto nel consiglio consultivo a fine 2022, poi l'uscita totale a inizio 2024. Il suo ritorno non è un capriccio. Native Instruments è finita in insolvenza a inizio 2026, il suo portafoglio di marchi è stato smembrato, e a raccogliere il marchio che lui stesso aveva costruito è stata inMusic, il conglomerato dietro Akai, Alesis, Numark e M-Audio. Il 15 luglio 2026, Ulrich ha riacquistato Plugin Alliance e Brainworx da inMusic, secondo Sound on Sound, e le ha inserite in una nuova holding chiamata RCKFRC Audio Group.

Perché questo riacquisto da parte del fondatore conta più di una normale acquisizione?

Nell'audio professionale, la consolidazione va quasi sempre in un'unica direzione: uno sviluppatore indipendente finisce assorbito in un portafoglio più grande, perde la propria identità, e la sua roadmap inizia a rispondere ai fogli di calcolo di una capogruppo invece che ai propri utenti. È esattamente la logica di inMusic, che accumula marchi hardware e software sotto lo stesso tetto per vendere bundle incrociati. Che Ulrich rovesci questa tendenza, ricomprando la propria azienda dalle mani di un conglomerato, è la mossa rara che va controcorrente. RCKFRC riunisce ora Plugin Alliance, Brainworx, Manley Labs e Apogee sotto un unico fondatore invece che sotto una capogruppo in stile private equity, una scommessa strutturalmente diversa su cosa garantisca licenze e supporto affidabili nel lungo periodo.

«I vostri plugin, le vostre licenze e i vostri progetti restano la nostra massima priorità.»

Questa frase, tratta dalla lettera di Ulrich agli utenti, spiega bene cosa abbia davvero scatenato l'operazione. I producer che avevano acquistato licenze Plugin Alliance si chiedevano apertamente, su forum e social, se il loro software avrebbe continuato a funzionare e se l'azienda avrebbe continuato ad aggiornarlo mentre cambiava proprietario per la seconda volta in cinque anni. Lo stesso Ulrich ha ammesso che sono state proprio queste domande a spingerlo ad agire.

Cosa cambia per chi possiede già i plugin?

Winfried Schapitz, che guidava Brainworx prima dell'uscita di Ulrich nel 2021, torna come CEO, ripristinando un team dirigenziale precedente alla vendita a Native Instruments. Sul fronte prodotto, Ulrich ha anticipato plugin Plugin Alliance in tempo reale pensati per girare sulle interfacce Apogee, nuovi plugin Manley, e l'ingresso dell'hardware Apogee nel bundle Plugin Alliance, il tipo di sinergia tra marchi che ha senso solo ora che tutte e quattro le aziende rispondono allo stesso proprietario. Niente di tutto questo si risolve dall'oggi al domani, e lo stesso Ulrich ha detto che le presentazioni del team e la roadmap completa arriveranno più avanti. Ma per utenti che per un anno non sapevano nemmeno a chi rivolgersi per un problema di licenza, avere di nuovo un proprietario identificabile è già il cambiamento principale.

Perché conta

I plugin Plugin Alliance e Brainworx equipaggiano un numero enorme di studi professionali e amatoriali, e ognuna di quelle licenze dipende dal fatto che l'azienda resti solida e concentrata. Una struttura indipendente guidata dal fondatore è una scommessa diversa dall'essere una semplice voce nel portafoglio di un conglomerato, e i producer che costruiscono il proprio workflow attorno a questi strumenti hanno un interesse diretto a sapere chi vince.

Cosa ne pensiamo

Che un fondatore ricompri la propria azienda dalla macchina del private equity e dei conglomerati che l'aveva assorbita è davvero raro, ed è un segnale di stabilità a lungo termine molto migliore, per un'azienda di plugin, di un altro passaggio di proprietà silenzioso. Il vero banco di prova non è il comunicato stampa, ma se RCKFRC lancerà davvero i prodotti incrociati promessi con Apogee e Manley, e se tutte le licenze esistenti continueranno a funzionare durante la transizione.