Machinedrum ha fatto quella cosa di cui tanti artisti affermati parlano e che in pochi realizzano davvero: ha riportato tutta l'operazione in casa. BL00MS, un mini-LP di sei tracce, è arrivato all'inizio di giugno 2026 su IAMSIAM, l'etichetta che Travis Stewart gestiva anni fa e che ha appena riacceso. Atterra dopo tredici anni passati su Ninja Tune, la casa dei suoi dischi più grandi, guidati dalla voce e pensati per i festival. Questo non è nulla di tutto ciò.
Perché rilanciare la propria etichetta proprio ora?
La versione breve: il controllo. Dopo più di un decennio dentro un indipendente rispettato, Stewart ha pubblicato BL00MS con la piena proprietà creativa e commerciale, di nuovo sotto un unico tetto. Il numero di catalogo dice IAMSIAM010, quindi è una rinascita più che un nuovo inizio, l'etichetta che riparte da dove si era fermata. Le copie fisiche vengono spedite su chiavette USB a forma di floppy disc cariche di extra, una scelta di formato che ti dice con precisione quanto tutto questo sia stato gestito alle sue condizioni e non sul calendario di uscite di un distributore.
Quella decisione pesa più di quanto sembri. Riportare un disco in casa significa assorbire i costi e la burocrazia che di solito si accolla un'etichetta, in cambio di tenersi i master e il margine. Per un artista con il catalogo e il pubblico di Stewart, quel conto pende sempre di più a favore del farlo da soli.
Che suono ha davvero BL00MS?
È il suo primo disco davvero strumentale e orientato al club da anni, e si legge come un ritorno alle origini voluto. Lungo sei tracce (THE FROG SONG, NO 1 KNEW, WHEN UR GONE, FADE AWAY, BOUNCE N SLIDE e BL0000M), Stewart lavora la propulsione della jungle, lo swing dell'UK garage, il peso della dubstep e la broken house, più o meno nella fascia dai 130 ai 160 BPM. Bandcamp Daily, che lo ha inserito tra le sue uscite essenziali, lo ha presentato come un evocare quei generi in modo dinamico e strumentale invece di appoggiarsi alla nostalgia, con frammenti melodici che si aprono dentro le ritmiche.
Niente ritornelli cantati, niente drop da festival: con BL00MS, Machinedrum costruisce tracce club per i club, non per le arene.
Vale la pena essere precisi qui. Non è tanto una reinvenzione del suo suono quanto un metterlo a nudo: le parti della sua musica che funzionano su una pista buia, tirate fuori da sotto le strutture da canzone su cui si appoggiavano i suoi album per Ninja Tune.
La via indipendente è la vera storia?
Per l'underground, sì. Un artista del calibro di Stewart che lascia un indipendente maggiore per autoprodursi è un dato utile su dove sta la leva nel 2026. L'infrastruttura per pubblicare un disco, vendere fisico e tenersi i diritti senza un'etichetta non è mai stata così accessibile, e i meglio posizionati per usarla sono proprio quelli con un nome affermato e un catalogo alle spalle.



