Lo Shapes Festival torna a Zante per una settimana che va dal 26 luglio al 2 agosto 2026, e non c'è un main stage da fotografare. Invece di un campo recintato o un capannone affittato per il weekend, è l'intera isola a diventare la location: una barca che attraversa il Mar Ionio, una spiaggia all'alba, un giardino recintato, una casa allestita, una collina che guarda la costa, e almeno un luogo che gli organizzatori non hanno ancora svelato. È questo il format di Shapes fin dal lancio in formato boutique nel 2018, e quest'anno porta una lineup particolarmente pesante, secondo Resident Advisor.

Cosa c'è davvero in programma questa settimana?

Il detroitiano Carl Craig guida il cartellone, insieme a Motor City Drum Ensemble, l'alias di Danilo Plessow, e al veterano house di Detroit Marcellus Pittman. La programmazione punta su una house calda e una techno ipnotica piuttosto che sul peak time martellante, il che si adatta a questi scenari molto meglio di un tendone saturo di stroboscopi. Il pass settimanale, che copre tutto il programma, costa 89 euro, una frazione di quanto costa di solito una lineup di questo livello in un festival multi giorno.

Perché un artista del calibro di Craig sceglierebbe una barca invece di un club esaurito?

Craig headline le sale e i palchi più grandi della techno da tre decenni, gestisce la propria etichetta, Planet E, e ha plasmato un suono da cui oggi attinge buona parte dell'ondata techno ipnotica. Un format sparso su un'intera isola scambia la prevedibilità di una grande sala, capienza fissa, produzione fissa, pubblico fisso, con qualcosa che nessun capannone può replicare: un pubblico ridotto in cui la location stessa fa parte del set. Per una lineup così esperta, non è un downgrade. È un tipo di data diverso, più vicino allo spirito libero e DIY che ha prodotto la techno di Detroit che un altro main stage da festival.

Perché questo format conta al di là di una sola isola?

La maggior parte dei festival compete crescendo: più palchi, più produzione, capienze più alte. Shapes fa l'opposto da otto anni, distribuendo una settimana su una dozzina di piccole location irripetibili invece di ingrandire un'unica sede. In un momento in cui i costi delle licenze e il rischio legato a un'unica location stanno stringendo la cultura dei club in Europa, un format che non dipende mai dall'apertura di un solo edificio merita attenzione.