Cosa è arrivato di preciso in VCV Rack?
Battalion era già un nome noto come drum machine ibrida e generativa: nata come plug-in desktop, venduta tramite Plugin Alliance, si è costruita la fama di una delle drum machine software più potenti e sperimentali in circolazione. Ora Unfiltered Audio l'ha ricostruita per VCV Rack, l'ambiente modulare open source, dove arriva non come un singolo plug-in monolitico ma sotto forma di cinque moduli dedicati.
Il prezzo è la prima cosa che noteranno i producer. Ogni modulo costa 10 dollari statunitensi, oppure prendi il bundle completo a 30 dollari statunitensi. È una proposta ben diversa da un singolo plug-in chiuso: puoi adottare un motore alla volta, infilarlo in una patch e decidere il resto una volta che gira accanto a tutto il resto del tuo rack.
Cosa c'è davvero dentro il motore?
L'attrattiva di Battalion è sempre stata l'ampiezza dei suoi metodi di sintesi della batteria. Non è una semplice emulazione di kick analogico da un trucco solo. Porta un insieme profondo e sperimentale di approcci di sintesi per costruire la percussione da zero, e li abbina a effetti integrati, tra cui uno Shatter Delay e un Headspace Reverb. Per la house e la techno questo conta, perché il lavoro di batteria interessante vive raramente nel solo kick. Vive negli hat, nei click, nelle percussioni di vetro rotto e nelle code, e un motore pensato per essere sperimentale anziché ordinato è proprio da dove arrivano quelle texture.
Cinque piccoli moduli a dieci dollari l'uno sono una soglia d'ingresso bassa per un motore così profondo, e ti permettono di assemblare solo i pezzi di cui una patch ha davvero bisogno.
Perché il 4ms Meta Module cambia le carte in tavola?
Ecco la parte che trasforma un aggiornamento software in qualcosa di più grande. Poiché Battalion ora esiste come moduli VCV Rack, gli stessi blocchi del motore possono essere caricati nel 4ms Meta Module. Il Meta Module esegue le patch di VCV Rack come hardware, il che significa che i motori di batteria di Battalion girano ora su sistemi Eurorack fisici, e non solo dentro un computer.
Questo passaggio dal software a un rig modulare hardware è il pezzo davvero interessante. Un producer che costruisce un kit via software può portarsi gli stessi motori in un case sul palco, con manopole, cavi di patch e CV al posto di un mouse. La linea tra il plug-in che programmi alla scrivania e il rig Eurorack con cui suoni si fa molto più sottile.



