Tra otto giorni, una sezione civile di Monaco di Baviera emetterà una decisione che ogni producer che abbia mai caricato una demo, uno stem o un edit inedito su un cloud dovrebbe seguire da vicino. La causa vede contrapposte GEMA e Suno, e potrebbe essere la prima volta che un tribunale, ovunque nel mondo, si pronuncia direttamente sul fatto che un generatore musicale IA abbia violato il copyright addestrandosi su brani esistenti.

Cosa decide davvero il tribunale il 31 luglio?

La 42ª sezione civile della giudice Elke Schwager si riunisce alle 9 nell'aula 270 del Justizpalast di Monaco per emettere il verdetto in una causa avviata da GEMA nel gennaio 2025. GEMA rappresenta oltre 95.000 compositori, autori ed editori in Germania, oltre a più di 2 milioni di aventi diritto nel mondo tramite accordi di reciprocità, una scala che spiega perché questa causa conta ben oltre il bilancio di una singola azienda. GEMA sostiene che Suno abbia addestrato i suoi modelli generativi su registrazioni protette senza licenze né compensi, producendo risultati abbastanza vicini agli originali da configurare una violazione e non una semplice ispirazione.

Le prove che GEMA ha portato in aula a marzo non avevano nulla di astratto: la giudice ha fatto ascoltare in sequenza le registrazioni originali e le produzioni generate da Suno, 'Rasputin' e 'Daddy Cool' dei Boney M, 'Forever Young' e 'Big in Japan' degli Alphaville, 'Mambo No. 5' di Lou Bega e 'Atemlos' di Kristina Bach. Secondo GEMA, queste produzioni IA portano melodie, armonie e firme ritmiche riconoscibili di quei sei brani, ben lontano da un generico pastiche di genere.

L'argomento di GEMA sta in una frase: se un ascoltatore riconosce il brano originale dentro la produzione dell'IA, addestrarsi senza licenza smette di essere ricerca e diventa riproduzione.

Perché il verdetto è slittato da giugno a fine luglio?

Suno ha provato a far ricusare la giudice Schwager dal caso, citando come motivo di parzialità una sua precedente sentenza legata a OpenAI. La richiesta di ricusazione è fallita, ma il suo esame ha spostato di sei settimane il verdetto, inizialmente previsto per il 12 giugno. Questo braccio di ferro procedurale dice molto: Suno tratta l'identità del giudice come una variabile in gioco in una causa che si aspetta chiaramente di perdere, o quantomeno di dover combattere duramente in appello.

La procedura civile tedesca aggiunge una sua particolarità: una sentenza di primo grado può essere eseguita immediatamente mentre un appello davanti al tribunale regionale superiore fa il suo corso. Una vittoria di GEMA il 31 luglio potrebbe quindi permetterle di chiedere un'ingiunzione contro le attività di Suno in Germania, e per estensione in Europa, molto prima che un eventuale appello venga risolto.

Perché un tribunale tedesco riguarda i producer di tutto il mondo?

Ci sono oltre 125 cause attive su copyright e IA in tutto il mondo, per un'esposizione reclamata combinata superiore ai 50 miliardi di dollari, la maggior parte bloccate in tribunali statunitensi che non dovrebbero pronunciarsi prima del 2027. Se Monaco arriva prima, il primo linguaggio giuridico su cosa costituisce un addestramento IA illegale sulla musica si scriverà in un tribunale civile tedesco, non in California o a New York.

Per chiunque pubblichi musica tramite un'etichetta, un distributore o una società di gestione collettiva in Germania, o ovunque GEMA abbia accordi di reciprocità, questo verdetto fissa il punto di partenza concreto sulla questione se le piattaforme IA debbano licenze per i cataloghi che hanno già assorbito. Una vittoria di GEMA non si limita a multare Suno: consegna a ogni società di gestione collettiva del pianeta un modello di causa già pronto. Una vittoria di Suno segnala a ogni azienda di IA musicale che addestrarsi senza licenza su cataloghi pubblicati commercialmente resta, per ora, difendibile in tribunale.

Perché conta

Comunque vada il verdetto, il 31 luglio fissa il precedente iniziale con cui verrà misurata ogni altra causa sull'IA musicale nel mondo, e ogni futura trattativa di licenza tra etichette e piattaforme IA.

Cosa ne pensiamo

Questa causa non ha mai davvero riguardato sei vecchie canzoni pop tra gli anni settanta e novanta. È un banco di prova per capire se le società di gestione collettiva possano imporre alle piattaforme IA lo stesso regime di licenze che lo streaming ha finito per accettare. I producer underground raramente hanno individualmente la forza legale di GEMA, ed è proprio per questo che questo verdetto, deciso da una sola giudice in una sola aula, finirà per fissare i termini di una battaglia che la scena, nel suo insieme, non è in grado di combattere da sola.